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Il personaggio del mese
“Che emozione vincere a Bologna! Fonoprint e BMA un punto di riferimento per la musica italiana”

Intervista a Giulio Wilson, cantautore, musicista e compositore. Vincitore del Premio BMA

“Che emozione vincere a Bologna! Fonoprint e BMA un punto di riferimento per la musica italiana”

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Wilson, come è nata la sua passione per la musica e quali i “modelli” a cui si è ispirato?
Suono praticamente da quando ero bambino, fu mia madre a iscrivermi a pianoforte all’età di soli 4 anni; la musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita, sin dall’infanzia. Uno dei miei giocattoli preferiti era “Penny”, il famoso mangiadischi arancione adatto ai bambini. Si era diffuso molto negli anni ‘80, permetteva anche a mani inesperte di inserire i 45 giri, evitando la difficile mansione di adagiare con delicatezza la puntina sul disco senza l’emissione di quel tipico suono di chi con poco garbo sta graffiando un vinile e che nell’immaginario di un bambino fantasioso come me sembrava assomigliare ad una pernacchia di origine spaziale.

Odiavo il solfeggio e le prime lezioni di musica non furono facili, come d’altronde non lo sono per molti ragazzi alle prime armi. Ho ascoltato tanta musica, non possiedo un vero e proprio modello o idolo, sono affascinato e provo grande rispetto per tutti gli artisti importanti e sicuramente il filone dei cantautori Genovesi e Bolognesi ha influito molto nella mia formazione. Oggi mi sento un compositore e cantautore fortunato perché posso godere di una eredità artistica pazzesca: quella che ha caratterizzato la musica italiana d’autore dalla fine degli anni ‘60 ad oggi.

Il suo primo album si intitola “Soli nel Midwest”, quali i principali temi di questo lavoro e le più significative collaborazioni per la sua realizzazione?
Il mio primo album d’autore è molto originale in termini di sonorità. Ovviamente la prima opera non è mai la migliore, un po’ come avviene nel sesso, ma sin dal principio ho cercato di creare qualcosa di unico in Italia, utilizzando ad esempio strumenti tipici delle sonorità folk americane, curando molto gli arrangiamenti. Ho collaborato con il famoso scrittore e poeta Roberto Piumini a cui sono particolarmente legato, c’è un brano scritto e cantato con Bobby Solo che è diventato un mio grande amico.

Vincitore della prima edizione del concorso “BMA - Bologna Musica d'Autore”, festival italiano per giovani cantautori, ideato e promosso da Fonoprint, patrocinato dal Comune di Bologna e sostenuto da Cna Bologna, è tra i nomi più interessanti della nuova leva di cantautori italiani

Oltre all’attività artistica è imprenditore con la sua azienda agricola, come si conciliano la chitarra e il trattore?
La chitarra sta al trattore come il contadino sta alla musica folk. Provengo da una famiglia di “canterini romagnoli”, all’epoca chi lavorava la terra era abituato a cantare tutto il giorno. Nei casolari, prima dell’avvento del liscio, si suonava e si ballavano balli ormai dimenticati: il Trescone, la Quadriglia, la Galopa o il Salterello Romagnolo. La musica faceva parte della vita delle persone, ci si innamorava ballando, ci si dichiarava cantando e pure le notizie venivano divulgate tramite la musica. Sono convinto che certe passioni e residui di vita passata si possano ereditare geneticamente. Forse un giorno qualche scienziato mi darà ragione!

Quello al Festival BMA – Bologna Musica d’autore è il primo successo dopo tanti ottimi piazzamenti in altri importanti concorsi musicali. Quali emozioni all’annuncio del suo nome come vincitore?
E’ stato un piccolo shock, ero abituato a perdere e mai a vincere. D’altronde sono spesso arrivato vicino al traguardo ma poi le porte si sono sempre chiuse, probabilmente perchè all’epoca non ero ancora pronto. Al BMA mi sono presentato con un bagaglio di esperienza in più ed ho portato un brano molto forte, come tutti quelli che sto scrivendo ultimamente.

Da anni collabora con Bobby Solo e con numerosi musicisti della scena nazionale. Un album all’attivo (“Soli nel Midwest”), nella sua formazione l’influsso delle scuole cantautoriali genovese e bolognese. Laureato in Viticoltura ed Enologia, divide la passione per la musica con quella per i vini biologici di cui è produttore con una piccola azienda

Grazie alla vittoria si è aggiudicato un contratto discografico e editoriale con Fonoprint per la realizzazione di un EP e di un videoclip, come valuta il ruolo svolto per gli artisti emergenti come lei da questo importante studio di registrazione e più generale il panorama musicale bolognese?
Vincere a Bologna non è facile, in meno di tre minuti bisogna essere capaci di convincere una delle giurie più forti d’Italia, con un brano inedito, davanti a telecamere e un teatro sold out. E’ un’emozione molto forte ma questo fa parte del nostro mestiere e Fonoprint dà la possibilità a giovani artisti di misurarsi ai massimi livelli della musica italiana.
Negli ultimi anni si è tornato a parlare molto di Fonoprint e personalmente devo riconoscere che stiamo parlando di un’azienda molto seria, determinata, formata da uno staff dinamico e competente che lavora con grande passione. Un’azienda che rappresenta l’emblema della canzone d’autore capace di mettersi in gioco in un momento cosi difficile per la musica.
Questa nuova mentalità è vincente, un’ondata di freschezza in un ambito musicale troppo spesso offuscato da provincialismo o semplice sfiducia nell’avvenire; è proprio nei momenti di crisi che bisogna investire, anche con grandi sacrifici. Penso che molto presto Fonoprint e BMA diventeranno un reale punto di riferimento per l’evoluzione della musica italiana.

Un’ultima domanda, quali i progetti su cui sta lavorando e il suo “sogno nel cassetto”?
Presto incontrerò lo staff di Fonoprint e non vedo l’ora di mettermi al lavoro per scrivere nuovi brani e poter realizzare assieme un grande progetto. Questo oggi è il mio sogno nel cassetto e non deluderà, ne sono certo.

Sopra e in alto foto di Giulio Wilson realizzate da Nino Saetti